Benvenuti nel nostro sito

Benearrivati nel sito della nostra comunità parrocchiale.

Pace e bene a tutti voi.
Un saluto particolare ai nostri concittadini che si
trovano lontano da Scalea. 

ORARI CELEBRAZIONI PARROCCHIA E SANTUARIO

  GIORNI  FESTIVI: 

ore   ___  Santuario del Lauro   
ore   ___  Chiesa parrocchiale
ore   ___  Chiesa parrocchiale 

   GIORNI FERIALI: 

Lun.-Mar.-Mer.-Giov. 
ore  ___ Santuario del Lauro 
 
   Venerdì
ore  ___  Santuario del Lauro

   Sabato 
ore  ___  Chiesa parrocchiale  

Le celebrazioni si possono seguire su Facebook sul profilo personale Giacomo Benvenuto o su Youtube al seguente indirizzo,  ma solo se il canale della parrocchia
raggiungerà nel frattempo 1.000 iscritti 

https://www.youtube.com/channel/UCOjdq-HVfFgMV8vkYFhZ0NR  

La luce... in fondo al buio

  

La messa viene celebrata ogni sera alle 17.30
anche senza la presenza fisica dei fedeli.
Sentiamoci uniti in comunione di fede
per invocare il bene su di noi.
Un pensiero particolare per tutti i morti
di questi giorni e per i loro cari.
Una preghiera di sostegno
per tutti gli operatori sanitari
e coloro che lavorano perchè tutto possa funzionare
nonostante le enormi difficoltà del momento. 

 

 

29 Marzo.   USA: Niente respiratori per i disabili 

Sì, siamo ancora nella società pre-coronavirus, prevale la legge del più forte, come sempre. Non solo è stato deciso così, ma tacitamente si è d’accordo. È difficile riformattare una mente configurata secondo queste categorie. Se si deve, si sceglie chi “vale” di più, secondo i vecchi conteggi. 

Ma ci sarà una società post-coronavirus, dove, sconfitto il virus, accetteremo i suoi “suggerimenti”?
Maggiore attenzione alle persone che alle cose; meno incuria verso la natura, sapendo che andarle contro è andare contro il bene e la salute dell’umanità; meno dipendenza dal fascino del denaro, comprendendo che il suo valore sta nel trasformarlo e spenderlo in mezzi e strumenti essenziali;
accresciuto rispetto per la vita di ogni singolo senza mai sacrificarla davanti a presunti beni superiori; scoperta da parte degli aspiranti politici che il “servizio” verso la società è la priorità e si è disposti anche a perdere (le elezioni) pur di far bene, senza la ricerca del consenso a tutti i costi…
E forse la lezione migliore potrebbe essere capire che “bisogna saper perdere” per perdere di meno, per evitare sconfitte clamorose che sempre ricadono sulle spalle dei più deboli.
Il vangelo lo insegna da qualche tempo. Non solo con le beatitudini, che esprimono la cura di Dio per i piccoli, ma anche con il seguito “… Guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame…» (Luca 6,24-25).
Antico invito a misurarci, per tempo, con “’A livella".

 

25 Marzo 

 Di certo i pensieri di stimolo per interiorizzare e capire la festa dell'Annunciazione non vi sono mancati quest'oggi.

Mi sento di aggiungere che, insieme alla prova a cui questa crisi ci sottopone, c'è anche un'occasione che da essa ci viene offerta. O, se volete, noi, eterni ottimisti, che non intendiamo arrenderci e vogliamo trovare il bene nascosto nelle pieghe della storia, intravediamo in essa un’opportunità che vogliamo cogliere.

Ci viene offerta la possibilità di diventare, in maggior misura, protagonisti del nostro credere.
I riti, le celebrazioni sono per noi, di solito, la più alta espressione di fede. Ma quanto grossi i rischi di diventare “ascoltatori” o “spettatori”
passivi, dove un altro o altri fanno per tutti.
Ora, nostro malgrado, i riti sono lontani, ci sono stati tolti. Ma chi potrebbe affermare che, persi i riti, abbiamo perso Cristo, la fede, la Chiesa…?
Certo ci è chiesto uno sforzo maggiore per sentire ed esprimere quello che crediamo, siamo invitati a dover pensare. E tutto ciò può renderci artefici genuini del nostro rapporto con Dio.
Ci è chiesto uno sforzo personale che difficilmente lascia spazio alla passività. Chiamati a pensare e ripensare ciò che anima il nostro affidarci.
"Pensiamo cristiano" per essere più capaci "di fare cristiano".
Il vangelo di oggi, festa dell'Annunciazione, presenta l'angelo che va a “casa” di Maria, mentre è “in preghiera da sola”, non nel tempio né in comunità né partecipe di una liturgia che, nonostante tutto, si sente dire “Il Signore è con te”.

 

25 Marzo - Annunciazione

Di certo i pensieri di stimolo per interiorizzare e capire la festa dell'Annunciazione non vi sono mancati quest'oggi.
Mi sento di aggiungere che, insieme alla prova a cui questa crisi ci sottopone, c'è anche un'occasione che da essa ci viene offerta. O, se volete, noi, eterni ottimisti, che non intendiamo arrenderci e vogliamo trovare il bene nascosto nelle pieghe della storia, intravediamo in essa un’opportunità che vogliamo cogliere.
Ci viene offerta la possibilità di diventare, in maggior misura, protagonisti del nostro credere.
I riti, le celebrazioni sono per noi, di solito, la più alta espressione di fede. Ma quanto grossi i rischi, quando l’assuefazione ci rende oltremodo indifferenti, e capita, di diventare “ascoltatori” o “spettatori” passivi, dove un altro o altri fanno per tutti.
Ora, nostro malgrado, i riti sono lontani, ci sono stati tolti. Ma chi potrebbe affermare che, persi i riti, abbiamo perso Cristo, la fede, la Chiesa…?
Certo ci è chiesto uno sforzo maggiore per sentire ed esprimere quello che crediamo, siamo invitati a pensare. E tutto ciò può renderci artefici genuini del nostro rapporto con Dio.
Ci è chiesto uno sforzo personale che difficilmente lascia spazio alla passività. Chiamati a pensare e ripensare ciò che anima il nostro affidarci.
È per questo che cerco di offrirvi pensieri, occasioni per riflettere, più che celebrazioni in video, per cogliere questa occasione, per riscoprire ciò che siamo.
Pensiamo cristiano” per essere più capaci di "fare cristiano”.
Il vangelo di oggi, festa dell'Annunciazione, presenta l'angelo che va a “casa” di Maria, mentre è “in preghiera da sola”, non nel tempio né in comunità né partecipe di una liturgia che, nonostante tutto, si sente dire “Il Signore è con te”.

  

24 Marzo

Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina sé stesso?   Luca 9,24-25

In questo tempo, diventato improvvisamente difficile, molti sono gli episodi di grande donazione e di sacrificio, per il bene e la cura dei sofferenti, che accadono continuamente sui nostri “campi di battaglia”.

«Felice il Paese che non ha bisogno di eroi!» aveva affermato Bertolt Brecht. Malauguratamente ora non viviamo un momento felice, è questo un tempo di debolezza che ha bisogno, necessita di eroi. È indispensabile che qualcuno ci salvi.
E molti stanno offrendo sé stessi, stanno “perdendo” la propria vita: medici, infermieri…
Anche sacerdoti. Ne son morti cinquanta, sinora. Cercando ogni modo possibile per continuare ad essere vicini e al servizio della gente e degli ammalati. Anche loro, come tutti i morti di questi giorni, pur avendone celebrati molti, sepolti senza funerali.

 “Pastori con l’odore di pecora, stanno in mezzo alla gente” li ha definiti il Papa.

“Il vangelo si fa carne”. 

Carne di medico, di infermiere, di prete…
Un medico benedice un morente, medici e infermieri che passano dall’oggi al domani dal servizio al ricovero in rianimazione, un sacerdote muore perché dona il respiratore che i parrocchiani gli hanno regalato a uno più giovane di lui…

È uno dei modi in cui Dio risponde alle nostre preghiere. Noi chiediamo che ci sia vicino, ed egli lo fa, con persone capaci di dare tutto sé stessi, di “perdere” la propria vita per causa sua e per ragioni che lui sa come motivare.

Un grande credente, Dostoevskij, opportunamente affermava: “Il segreto dell'esistenza umana non consiste soltanto nel rimanere vivi, ma nel trovare una ragione per vivere.” 

O per morire.

  

20 Marzo.  FAMMI DORMIRE IN PACE

Aver fede è sapere di aver già ricevuto, non abbiamo certo bisogno di altre prove per trovare una “nuova ragione” per credere. Tuttavia avvertiamo la fragilità della nostra vita, resistiamo a molti colpi ma non siamo infrangibili. Non lo sono i nostri cari, non lo sono i figli. E il timore cresce. Non possiamo né vogliamo restare soli.
Abbiamo la necessità di poter “confidare” per riporre la nostra fiducia in chi ha già fatto molto per noi. E “confidare” è pregare per sussurrare e bisbigliare, in confidenza, all’orecchio di chi ascolta le mie trepidazioni, e consola, e rasserena.

Questa sera andiamo a dormire sussurrando questa preghiera di Dietrich Bonhoeffer all’orecchio del nostro confidente.

“Signore, mio Dio, 

 io ti ringrazio perché hai portato a termine questo giorno;

 io ti ringrazio perché hai dato riposo al corpo e all'anima.

 La tua mano era su di me e mi ha protetto e difeso.

 Perdona tutti i momenti di poca fede

 e tutte le ingiustizie di questo giorno;

 aiutami a perdonare coloro che sono stati ingiusti con me. 

 Fammi dormire in pace sotto la tua protezione

 e liberarmi dalle insidie delle tenebre.

 Ti affido i miei cari, ti affido il mio corpo e la mia anima.

 Dio, sia lodato il tuo santo nome. Amen". 

 

 Il programma di oggi mercoledì 18 marzo prevedeva: ore 17.30 messa della vigilia di S. Giuseppe, ore 19,00 incontro con i papà dei ragazzi e bambini della scuola cattolica, quindi festa e abbuffata con gli stessi e poi… Juventus-Lione. 

Incredibile. Chi l’avrebbe mai detto o solo pensato, non qualcosa, ma tutto è saltato. Via i nostri progetti. Stiamo vivendo l’imprevisto. 

Tuttavia, pensandoci bene, l’imprevisto non è affatto assente dalla storia, dalla nostra storia. Anzi. A dire il vero, ne fa strettamente parte. Mi verrebbe da dire che l’imprevisto è semplicemente previsto. Forse da esso sono scaturiti momenti eccezionali nel percorso della storia, come anche grandi scoperte nel campo della scienza. La vita stessa inizia con un imprevisto … chi mai potrebbe programmare o volere, o non volere, la propria nascita. 

Gli incontri, sono imprevisti. Quante storie di vita, storie di grandi amori, storie di grandi conversioni sono frutto dell’imprevisto. 

Rinvigoriamoci per essere capaci di realizzare i nostri buoni progetti, ma anche per fronteggiare ciò che non ne fa parte. Facciamo diventare l’imprevisto un momento di ripartenza, un tempo di ripensamento che sappia tener conto della novità e delle altre possibilità mai prese in considerazione. 

Diamo fondo alle nostre energie, attrezziamoci per saperlo accettare e vivere come momento di crescita controllandone le componenti più dannose e paralizzanti: incertezza e sfiducia, che generano eccessiva paura. 

La fede, per noi credenti, sia l’aiuto decisivo per essere sostenuti dalla certezza che il nostro Dio è il Dio della prossimità: il Dio che si fa vicino e invita ad essere vicini. È questo il bel pensiero che papa Francesco ha pronunciato stamattina. Sì, Dio è il Dio con noi.   

 

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